Nonantola 1630. Anatomia di una pestilenza e meccanismi del contagio (con riflessioni a partire dalle epidemie milanesi della prima Età moderna)

Guido Alfani (Università Bocconi, Milano), Samuel K. Cohn Jr. (University of Glasgow)

Abstract

Nonantola 1630. Anatomia di una pestilenza e meccanismi del contagio (con riflessioni a partire dalle epidemie milanesi della prima Età moderna)

Nel mondo anglosassone, l’identificazione dell’agente causale delle epidemie di peste che colpirono l’Europa tra la fine del Medioevo e l’Età moderna, comunemente individuato nel bacillo della Yersinia pestis, continua ad essere oggetto di un acceso dibattito. Non mancano, infatti, né proposte di identificazione alternative, né perplessità generate dalla discrepanza tra i dati disponibili per le pestilenze del passato e il comportamento delle epidemie di Yersinia pestis del XX secolo. A tale dibattito, i demografi e gli storici continentali hanno preso parte solo molto sporadicamente. Scopo di questo saggio è analizzare le modalità di trasmissione della malattia, avvalendosi di nuovi dati e di ampie ricostruzioni nominative e micro-demografiche, ed accettando metodologicamente la possibilità che la peste del passato (la ‘peste storica’) abbia caratteristiche diverse rispetto alla malattia che colpì l’India e la Cina alla fine del XIX secolo.
A partire dall’analisi del caso di Nonantola durante la terribile epidemia del 1630, ed avvalendosi di una ricostruzione della struttura abitativa (per fuochi e per porzioni dell’abitato) incrociata con dati tratti dai registri parrocchiali delle sepolture, le caratteristiche biodemografiche della peste storica vengono analizzate nel dettaglio. Si argomenta, inoltre, che i dati disponibili suggeriscono che il contagio avvenisse da uomo a uomo. Dati relativi a sei epidemie occorse a Milano tra 1452 e 1523 vengono utilizzati quale termine di confronto e verifica delle ipotesi avanzate.
Da ultimo, il saggio si propone di collocare i risultati raggiunti in merito alla trasmissione della peste storica nel quadro del dibattito relativo all’identificazione di marker genetici di Yersinia Pestis nei cimiteri della peste medioevali e moderni, sottolineando come, anche qualora venisse confermata, tale identificazione non escluderebbe automaticamente l’ipotesi che peste storica e peste contemporanea siano causate da diverse biovarianti dello stesso agente patogeno capaci di dare origine a fenomeni epidemici assai diversi: così diversi, forse, da permettere di argomentare che peste storica e peste contemporanea vadano considerate malattie differenti.

Nonantola 1630. Anatomy of a plague and the mechanisms of contagion (with reflection from the plague experience in Early Modern Milan)

In the English-speaking world, the question of whether Yersinia pestis was the pathogen of the plagues that swept through Europe from 1347 to the end of the early modern period continues to stir debate. Alternative pathogens have been proposed and discrepancies shown between the epi- demiology of these earlier plagues and that of the rodent-based twentieth-century plague (Yersinia pestis). Yet, until now, continental European demographers and historians have taken little part in these discussions. In this essay, the authors analyse the transmission of plagues in Italy’s early modern past (‘historical plague’), presenting new data for new demographic analysis. We have been open to the possibility that historical plague may not have been the same disease that struck India and China at the end of the nineteenth century.
We begin with the case of Nonantola during the terrible epidemic of 1630, reconstructing its household structure (by hearth composition and position of households in the town). With parish burial registers, we analyze in detail various bio-demographic characteristics of the plague. Through these methods we find that the disease was seemingly highly contagious, person to person. The same is shown with six plague epidemics in Milan from 1452 to 1523. Finally, we place our results concerning the plague’s transmission during the early modern period within recent debates raised by new hypotheses concerning the identification of ancient-DNA found in teeth from medieval and early modern graves. Even if these results will someday be confirmed, they do not exclude the possibilities that the strains of the pathogens could differ significantly with vastly different epidemiological consequences, so different, in fact, as to argue that the diseases of the two plague waves were not the same.

Keywords

Peste; pandemie; crisi di mortalità; diciassettesimo secolo; Nonantola; Italia