Explaining population increases in the more developed countries in 1970-2020 despite persistent under-replacement fertility

Marcantonio Caltabiano (Università di Messina), Maria Castiglioni (Università di Padova), Gianpiero Dalla Zuanna (Università di Padova)

Abstract

Explaining population increases in the more developed countries in 1970-2020 despite persistent under-replacement fertility

Between 1970-2020, the population of the More Developed Countries (MDCs) rose from 1.008 to 1.273 billion, despite 50 years of below replacement fertility (TFR=1.75). In this same period, mean age grew from 34.0 to 41.2 years. For the MDCs and the US, Russia, Japan and Italy, we measure the weight of mortality, fertility, and migration in 1970-2020, and of the age structure in 1970 in determining population size and structure in 2020. Using the cohort-component method and data from the UN Population Division, we compare population in 2020 with populations simulated under four assumptions ceteris paribus: fertility of 1970, mortality of 1970, zero migration, and population by age of the stable population with fertility and mortality of 1970. The young age structure of 1970 neutralized the depressive effect of 50 years of low fertility on total population. The contribution of immigration was also significant. Less relevant was augmented survival, which pushed up average age. Differences prevail on similarities between the four countries. If fertility does not increase and/or migratory balances do not become strongly positive, in the coming decades the age structure of the MDCs will no longer curb decline in the portion of the population aged 20-69, as occurred in 1970-2020. The demographic window opened by the baby boom has closed.

Come spiegare la crescita della popolazione nei paesi sviluppati tra il 1970 e il 2020 nonostante la fecondità ininterrottamente sotto il livello di rimpiazzo?

Tra il 1970 e il 2020 la popolazione dei paesi sviluppati è cresciuta da 1,008 a 1,273 miliardi, nonostante cinquant’anni di fecondità sotto il livello di rimpiazzo (TFT=1,75). Nello stesso periodo l’età media è cresciuta da 34,0 a 41,2 anni. In questo lavoro valutiamo il ruolo di mortalità, fecondità e migrazioni tra il 1970 e il 2020 e della struttura per età nel 1970 nel determinare l’ammontare e la struttura della popolazione nel 2020 per l’insieme dei paesi sviluppati e per Stati Uniti, Russia, Giappone e Italia. Utilizzando il metodo per coorti e componenti e i dati della Population Division delle Nazioni Unite, confrontiamo la popolazione osservata nel 2020 con la popolazione simulata alla stessa data in base a quattro differenti ipotesi ceteris paribus: fecondità costante come nel 1970, mortalità costante come nel 1970, zero migrazioni, struttura per età iniziale uguale a quella della popolazione stabile associata a fecondità e mortalità del 1970. Le nostre analisi mostrano come la giovane struttura per età del 1970 ha neutralizzato l’effetto depressivo di cinquant’anni di bassa fecondità sull’ammontare della popolazione. Il contributo delle migrazioni è stato anch’esso significativo, mentre quello della mortalità è stato meno rilevante, anche se ha contribuito a spingere verso l’alto l’età media. Tra i quattro paesi esaminati le differenze prevalgono sulle somiglianze. Se la fecondità non aumenterà e/o il saldo migratorio non diventerà fortemente positivo, nei prossimi decenni la struttura per età dei paesi sviluppati non sarà più sufficiente ad arrestare il declino della popolazione in età lavorativa, come avvenuto tra 1970 e 2020. In conclusione, la finestra demografica aperta dal baby boom si è ormai definitivamente chiusa.

DOI: 10.4424/ps2024-1

Keywords

Demographic transition; Population forecasts; Stable population; More developed countries.

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