Il movimento naturale a Brescia in epoca napoleonica

Carla Ge Rondi (Università di Pavia)

Abstract

Il movimento naturale a Brescia in epoca napoleonica

Nel saggio vengono delineate le caratteristiche dei matrimoni, delle nascite e della mortalità infantile a Brescia (all’epoca seconda città del territorio corrispondente all’attuale Lombardia) negli anni 1807-11, sulla base di informazioni desunte dalle registrazioni di stato civile. Nel saggio, dopo avere trattato le caratteristiche di quella particolare comunità costituita dagli esposti vengono in particolare posti a confronto il comportamento della popolazione urbana, residente entro le mura, e quello della popolazione extraurbana, residente fuori dalle mura nelle cosiddette ‘chiusure’. Nel triennio 1809-11, furono consegnati all’ufficiale di stato civile 1.138 trovatelli pari ad oltre un quinto delle nascite registrate. L’84% di essi era figlio di genitori domiciliati a Brescia e la loro età documentata o apparente variava da meno di un giorno ai 5 anni pur con una fortissima concentrazione nei primissimi giorni di vita L’età media all’esposizione era di 3 giorni. Sei bambini su 10 morivano entro il primo mese di vita e i due terzi di costoro nelle prime due settimane. Dall’analisi dei dati relativi ai matrimoni sono emersi in particolare un’età al primo matrimonio più elevata per gli sposi di città che per quelli del contado (23,9 anni per i celibi e 20,7 anni per le nubili del contado contro 28,1 anni per i celibi e 23,4 anni per le nubili della città) e un tasso di alfabetizzazione maschile pari a quasi il doppio di quello femminile (65% e 34%). I dati relativi alle nascite legittime hanno consentito di misurare la variabilità stagionale: le nascite da residenti in città si verificavano di preferenza nei primi cinque mesi dell’anno mentre quelle da residenti nella campagna soprattutto in primavera. La mancanza di dati sulla distribuzione per età della popolazione femminile non ha consentito pervenire a stime dell’intensità della fecondità ma solo alla misura di cadenza del momento: l’età media al parto delle madri residenti entro le mura è risultata pari a 29 anni mentre quella delle residenti nelle chiusure pari a 28,1 anni. L’età media al parto era minima per le operaie nel settore dell’abbigliamento (27,6 anni) che presentano la più precoce età al matrimonio (22,5 anni) e raggiunge i 29,3 anni per le donne di casa la cui età media al matrimonio è di oltre 25 anni. Dall’analisi della mortalità entro il primo compleanno è emerso che quasi quattro quinti dei bambini morivano nello stesso anno di nascita. Il rischio di morte tra città e campagna differiva per il livello (18% di probabilità di non raggiungere il primo compleanno per un neonato di città e 26% per un neonato della campagna) e differiva anche secondo il mese di nascita (più alta probabilità di sopravvivenza per i nati in primavera se domiciliati in città e per quelli nati in estate se domiciliati in campagna). L’analisi della mortalità infantile è stata completata con la stima degli effetti esercitati sul rischio di morte entro il secondo compleanno da alcuni fattori bio-ambientali (età, sesso, stagione di osservazione, età della madre alla nascita del bambino, professione e alfabetizzazione del padre). Il ricorso ad un modello di regressione logistica (logistic regression model) ha posto in luce che i bambini a più elevato rischio di morte erano di sesso maschile, avevano un’età inferiore ad un mese, erano figli di salariati e analfabeti (il contributo di questa variabile non è comunque risultato significativo); i mesi meno favorevoli alla sopravvivenza erano quelli invernali se il bambino era neonato e quelli estivi se il bambino aveva più di cinque mesi.

The Demography of Brescia during Napoleonic Period

This paper describes the characteristics of marriage, birth, and infant mortality in the 1807-11 time period in Brescia, Italy. At the time, Brescia was the second biggest city in an area corresponding to current-day Lombardy. The data have been drawn from the local vital registration. After dealing with the characteristics of the foundling community, the paper presents a juxtaposition between the behaviors of the urban population living within the city walls, and of the exurban population living outside the city walls in the so-called ‘chiusure’. From 1809 to 1811, vital registration officers recorded the birth of 1,138 foundlings, equal to more than one fifth of all recorded births. Of them, 84% were born from couples living in Brescia and had a documented or apparent age ranging from less than 24 hours to 5 years; however, the majority of those foundlings were only a very few days, with an average age of 3 days. Six babies out of ten died by the end of their first month, and two thirds of these died during their first two weeks. The analysis of marriage data particularly highlighted the following: on the day of their first marriage, urban couples were older than exurban ones (the average ages being 23.9 years for men and 20.7 years for women in exurban areas vs. 28.1 years for men and 23.4 years for women in the city) and literacy rate was almost twice as much for the men than for the women (65% vs. 34%). The data about legitimate births has allowed us to measure seasonal variations: generally, people living in the town gave birth during the first five months of the year, while people living in the surrounding country gave birth in springtime. Lack of data about age distribution among the female population has not allowed us to estimate fertility. It was only possible to estimate that mean age of childbearing was 29 years for women living within city walls and 28.1 for the others. Mean age of mother was minimal for women working in garment factories (27.6 years), who were also those who got married younger (at the average age of 22.5), and maximal for housewives (29.3), whose average marriage age was over 25. The analysis of infant mortality shows that almost four babies out of five died before the end of the year when they were born. Mortality risk in the city and in the country differed in levels (the probability that a baby died before its first birthday was 18% in the city vs. 26% in the country), and according to month of birth (the highest probability of surviving was recorded in springtime for town babies and summertime for country babies). Further insight into infant mortality has been provided by an estimate of the effects of biological and environmental factors on the risk of dieing before second birthday. The following factors have been taken into consideration: age, sex, observational season, mother’s age at childbirth, father’s job, and father’s literacy level. The application of a logistic regression model has shown that the highest risk of death characterized male babies below the age of one month whose fathers were illiterate wageworkers (the contribution of this last variable, however, was not significant); the least favorable months to survival were winter ones if the baby was a newborn, and summer ones if it was more than 5 months of age.

Keywords

Movimento naturale, natalità, mortalità, Brescia, Italia, epoca napoleonica