Latin and Nordic Eugenics in the Project of Racial Improvement Set Up by Giuseppe Sergi, Founder of the Comitato italiano per gli studi di Eugenica

Luca Tedesco (Università degli Studi di Roma Tre)

Abstract

Latin and Nordic Eugenics in the project of racial improvement set up by Giuseppe Sergi, founder of the Comitato italiano per gli studi di Eugenica (Italian Committee for the Study of Eugenics)

Giuseppe Sergi was one of the greatest exponents of physical and evolutionist anthropology in Italy at the turn of the 19th and 20th centuries. He was also rightly regarded as a champion of the positive eugenics, characteristic of the Latin countries, that aimed to identify the biological and environmental factors that could be utilised socially to prevent degenerative pathologies and thus favour the reproduction and perfecting of desirable individuals. But Sergi’s proposals concerning degenerative processes that were taking place have not been sufficiently examined in scientific literature about eugenics. These proposals underwent a significant evolution from Sergi’s book Le degenerazioni umane (Human Degeneracies) (1889) to articles published close to and during World War I. We have regarded this evolution as worthy of being studied in depth in this essay.
While Sergi did indeed call for the drastic measures of negative eugenics for degenerates in his treatise at the end of the 19th century, in the course of World War I (a pre-eminently dysgenic event) he became convinced of the impracticability of sterilisation, branded as immoral by public opinion. Thus despite his constant calls for the elimination of degenerates, it is possible to speculate that, for Sergi, segregation remained the only practicable measure of negative eugenics.

Eugenetica ‘latina’ e ‘nordica’ nel progetto di perfezionamento razziale di Giuseppe Sergi, fondatore del Comitato italiano per gli studi di Eugenica

Giuseppe Sergi, uno dei maggiori esponenti dell’antropologia fisica ed evoluzionista in Italia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è stato a ragione considerato anche un campione di quell’eugenetica positiva, caratteristica dei Paesi latini, volta ad individuare i fattori, sia biologici che ambientali, utilizzabili socialmente per prevenire patologie degenerative e favorire così la riproduzione e il perfezionamento dei soggetti desiderabili. Ciò che invece la letteratura scientifica in tema di eugenetica non ha sufficientemente scandagliato sono le proposte di Sergi nei confronti dei processi degenerativi in corso. Tali proposte avrebbero conosciuto una significativa evoluzione, che abbiamo ritenuto meritevole di approfondire in questo saggio, dalle Degenerazioni umane del 1889 agli articoli pubblicati a ridosso e durante la prima guerra mondiale.
Mentre nella sua monografia di fine Ottocento, Sergi avrebbe infatti invocato le misure drastiche dell’eugenetica negativa per i degenerati, nel corso della prima guerra mondiale, evento disgenico per eccellenza, si sarebbe convinto dell’impraticabilità della sterilizzazione, tacciata di immoralità dall’opinione pubblica. Nonostante le continue invocazioni, così, all’eliminazione dei degenerati, è possibile ipotizzare come la segregazione rimanesse per Sergi l’unica misura praticabile di eugenetica negativa.

Parole chiave
Eugenetica; Degenerazione; Selezione artificiale; Educazione; Giuseppe Sergi.

Keywords

Eugenics; Degeneration; Artificial selection; Education; Giuseppe Sergi.