La Riforma Giolittiana e il destino dei fragili. Un’analisi della mortalità all’interno dei manicomi dell’Italia tra Ottocento e Novecento
Abstract
La Riforma Giolittiana e il destino dei fragili: un’analisi della mortalità all’interno dei manicomi dell’Italia tra Ottocento e Novecento
Questo studio analizza l’impatto della Riforma Giolittiana (legge 36/1904) sulla mortalità dei pazienti negli ospedali psichiatrici italiani. Attraverso l’esame di un campione di circa 1.200 cartelle cliniche digitalizzate dal progetto ‘Carte da Legare’, la ricerca confronta il destino dei pazienti ricoverati prima e dopo l’introduzione della legge. I risultati indicano che la riforma non ebbe un impatto significativo sulla riduzione della mortalità interna, che rimase tragicamente stabile a causa di condizioni igieniche e nutrizionali precarie. Tuttavia, si osserva un aumento delle dimissioni per ‘miglioramento’, suggerendo che la legge venne utilizzata principalmente come strumento burocratico per decongestionare le strutture sovraffollate piuttosto che per migliorare le cure cliniche. In definitiva, lo studio evidenzia come, nonostante i cambiamenti legislativi, il manicomio abbia mantenuto la sua natura di luogo di segregazione per i soggetti socialmente più fragili.
The Giolittian Reform and the Fate of the Vulnerable: An Analysis of Asylum Mortality in Italy at the Turn of the 20th Century
This study examines the impact of the Giolittian Reform (Law 36/1904) on patient mortality within Italian psychiatric hospitals. By analysing a sample of approximately 1,200 clinical records digitised through the ‘Carte da Legare’ project, the research compares the outcomes of patients admitted before and after the implementation of the law. The results indicate that the reform did not have a significant impact on reducing in-hospital mortality, which remained tragically stable due to precarious hygienic and nutritional conditions. However, an increase in discharges for ‘improvement’ is observed, suggesting that the law was primarily utilised as a bureaucratic tool to decongest overcrowded facilities rather than to enhance clinical care. Ultimately, the study highlights how, despite legislative changes, the asylum maintained its nature as a place of segregation for the most socially vulnerable individuals.
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