Marché de prestige ou marché impossible? La distribution des loges de la Scala de Milan (1778-1930)

Olivier Faron (Ecole Normale Superieure De Lyon)

Abstract

A prestigeous or an impossible market? The distribution of Milanese Scala boxes (1778-1930)

The Milanese Scala boxes, between the year of the theatre reconstruction (1778) and its municipalization started in 1928 belonged to private owners. They can be really thought as real estates immovable, little civic buildings of great value. The regular publication of very detailed “Owners Lists” allows the reconstruction of the boxes property distribution and its evolution over time. This is of great interest because the boxes were considered at the time as high prestige goods. The author shows that in 1815 two thirds of the boxes belonged to the Milanese aristocracy while in 1917 the boxes belonging to this élite were less than a half of the total.
The patrician exclusive control seems to be about to collapse while progressive middle-class interference becomes evident. One can observe more dynamic market stages, for instance between 1847 and 1862, when the middle class insertion is more relevant and more static market stages under the aristocracy control.
The aristocrats kept on buying the Scala boxes and dealing on a market which was peculiar to the city élite of the time.

Mercato ‘di prestigio’ o mercato impossibile? La distribuzione dei palchi della Scala di Milano (1778-1930)

I palchi del Teatro della Scala di Milano, negli anni compresi tra la sua ricostruzione avvenuta nel 1778 e la sua municipalizzazione effettuata nel 1928, appartenevano a proprietari privati. Possono essere considerati quindi come beni immobiliari a pieno titolo, piccoli edifici cittadini dal valore elevato. La regolare pubblicazione di Liste, ricche di molteplici indicazioni, consente di ricostruire la distribuzione della proprietà dei palchi, considerati all’epoca beni di grande prestigio, ed anche di esaminarne l’evoluzione nel corso del tempo.
Nelle pagine di questo saggio l’autore riscontra che l’aristocrazia milanese, cui appartenevano nel 1815 due terzi dei palchi, detiene nel 1917 meno della metà di questi ultimi. Il monopolio patrizio sembra vacillare e nello stesso tempo si osserva una progressiva ingerenza da parte della borghesia. Si registrano, inoltre, fasi di mercato più dinamiche che favoriscono l’inserimento di proprietari borghesi, come quella fra il 1847 ed il 1862, ed altre più statiche controllate dall’aristocrazia. In ultima istanza, gli aristocratici continuano ad acquistare palchi e ad essere presenti su un mercato di fatto proprio dell’élite cittadina dell’epoca.

Keywords

Opera theatres; La Scala; Milan; markets of prestige; Italy